Archive for gennaio, 2010

la danza tra interiorità ed esteriorità

11 gennaio, 2010 |  by  |  Senza categoria  |  No Comments

Uttanasana.
mi scopro con gli occhi chiusi…
Aaargh! starò mica diventando una freakettona nostalgica degli andati ’70?
Una che pratica yoga per estraniarsi dal mondo?
Nooo!
John ci fa riflettere spesso sulla pulsazione creata da espansione e contrazione, tra volgersi all’interno ed essere pienamente presenti nella vita di tutti i giorni.
Questa è la visione Shaiva-Shakta: il mondo non è un’entità negativa da trascendere per ottenere la realizzazione, ma un mezzo di comprensione e consapevolezza della nostra Vera Natura.
Figo eh?
Ottenere la realizzazione proprio qui, ora.
Gli occhi ci servono per vedere e gioire della Creazione, di cui noi siamo artefici.
Sì avete letto bene, noi Creiamo!
Sim Sala Bim, et voilà! il nostro mondo appare magicamente di fronte ai nostri occhi.
2′ dopo: Uttanasana, occhi aperti.
mi accorgo che il mondo limitato di cui faccio parte si può espandere, guardo le tibie, le stringo come conseguenza mi viene naturale separare le ginocchia. Presa da un trip di potenza porto le mani a stringere le tibie e attiro il busto verso le gambe, distendendo i lati del tronco e rimpiendo il cuore con il respiro.
Sì! la sensazione dello stiramento è intensa (già Uttanasana significa “posizione dello siramento intenso”) ma la gioia di toccare con la fronte (beh, quasi… adesso state a vedere centimetro più o meno) è quello che mi dà il senso della pratica e mi fa gridare, con gli ischio-crurali inferociti, come se fossimo tutti (io e i miei muscoli): “Yes, We Can”.
Una sola posizione, eppure tanta Grazia racchiusa al suo interno che si dispiega.
Dai ci siamo di nuovo: interno – esterno. Ciò che è dentro va portato fuori, ciò che è fuori va interiorizzato.
E con queste belle parole e sulle note di “Via col Vento”, passo e chiudo (anzi mi chiudo in Uttanasana che fa sempre bene).
Namaste
Laura

viparita karani

10 gennaio, 2010 |  by  |  Senza categoria  |  No Comments

Viparita karani, chi era costei?
sembra un nome di qualche attrice Bolliwoodyana dallo sguardo ammaliante.
Sì, in realtà ti ammalia anche lei ma per la sua definizione ” la posizione che ti fa vivere cent’anni”.
Non male come premessa!
va scritto subito che va praticata almeno 15 min. al giorno tutti i giorni, corredata di posizioni pre e post per non rovinarsi la lombare…
ancora certi di voler campare cent’anni?
chi di voi sa il significato del termine sanscrito?
ok mi alzo e vado a cercarlo nella Bibbia dello Yoga: Teoria e Pratica dello Yoga di B.K.S. Iyengar.
E’ un testo talmente fondamentale da essere richiesto come lettura obbligatoria anche er gli esami di certificazione Anusara.
quindi compratelo.
Ho una percentuale dall’editore.
Scherzo! però ora che ci penso magari gli dico due parole…
ok, sì sto andando…
“lago rovesciato” eh già.
ma che nome è? non potevano usare un nome armonioso come “posizione del cane che guarda la luna”?
vabbè, ritorniamo alla Inviperita Karani, oops Viparita.
quello che ho scoperto è che nei casi di infiammazione della vescica (leggasi cistite) è una mano santa.Ci stanno bene anche: Halasana, Sarvangasana e la meravigliosa Ardha Halasana con supporto (ossia un bolster sotto le spalle e una sedia sotto alle cosce con una coperta sulla seduta della sedia).
Mi raccomando preparate le spalle aprendole per bene con Sethu Bandha o altro shoulder-opener e fate attenzione che poggino solo le teste degli omeri e la nuca (leggasi: fate uno shoulder loop coi controfiocchi).
Non mi resta che augurarvi un buon divertimento con la pratica, sperando che vi avvicini alla forma più pura dell’Essere: il Sè.
Ah, comunque non vi preoccupate dopo 20 minuti di Ardha Halasana le visioni vi vengono (forse non del Sè, ma potreste andarci molto vicini).
Lo giuro!
Namaste
Laura

lasciare andare

9 gennaio, 2010 |  by  |  Senza categoria  |  No Comments

difficile. sì, molto difficile lasciare andare.
cosa?
lasciare andare parti di noi stessi, pensieri ed affetti.
rendere gli altri liberi.
spesso ci viene il trip da insegnanti-guretti e allora dai giù con l’attaccamento all’ allievo/a!
nel manuale per insegnanti Anusara c’è una parte molto dettagliata sul comportamento etico da tenere con gli allievi.
Cito testualmente: ” Incoraggia ed onora nello studente/ssa il pensiero indipendente e lo spirito di esplorazione”.
Che grande visione! completamente innovativa!
Il mio sogno è avere solo allievi principianti: significa che i più progrediti saranno stati messi in condizione di camminare ben stabili sulle proprie gambe.
Mi riprometto di lavorare su questo aspetto più tardi però. Per il momento sono troppo impegnata a mettere su un manipolo di allievi avanzati per far tornare Sundari a tenere un training terapeutico!
Namaste
Laura

ah come mi diverto!

8 gennaio, 2010 |  by  |  Senza categoria  |  No Comments

beh… sì bisogna proprio dirlo: è divertentissimo! dai amici e amiche di yoga fatelo anche voi!
……
create un blog.
Mi sento un pò sola, come argomento intendo.
Non ci sono molti blog(s) ispirati all’Anusara in italiano…
vabbè per il momento vado avanti da sola, magari qualcun’altro si decide nel frattempo…
Dunque la scoperta yogica di oggi è (rullo di tamburi in sottofondo): senza la terza componente della spirale interna (chi fa Anusara sa di cosa parlo, quel movimento che espande lateralmente, in Inglese”apart” che molti traducono con separare, ma allora “yug” la radice di yoga che significa “unire” dove va a finire? tutto questo per dirvi che preferisco espande!), non si attiva pienamente la spirale esterna, ossia si crea comunque un movimento, ma non un’azione profonda!
mecojò! direte voi.
Ebbene sì dirò io!
E allora?! direte voi..
E’ fondamenale dirò (anzi scriverò) io.
Questa piccola cosa cambia la pratica e i benefici della pratica, le posizioni assumono la forma della Divinità che è in noi e sono profondamente trasformanti!
provate
…….
aspetto i commenti
……..
Namaste
Laura
p.s. Grazie speciale ad Annita che è stata il propellente di questa scoperta