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Yoga a coppie

Amare un altro essere è un grande atto di fiducia e sostanzialmente significa “Aprirsi alla Grazia”.

L’Apertura alla Grazia è il 1° Principio Universale Anusara, ed è il fondamento per sviluppare una ricettività maggiore alle esigenze dell’altro. In questo modo la pratica a coppie diviene un’esperienza di raffinamento della nostra sensibilità, una scoperta delle nostre potenzialità e l’opportunità per gioire insieme.

Non è necessario praticare con il proprio compagno o compagna di vita, potete praticare anche un amico o amica a cui volete bene…

Alcune indicazioni prima di iniziare: riscaldate il corpo con 3/5 saluti al sole, mantenete un respiro stabile e regolare, siate vigili alle esigenze del vostro corpo e sensibili a quelle dell’altro, e soprattutto: Divertitevi!

1)Provate ad iniziare seduti a gambe incrociate l’uno di fronte all’altro, guardatevi negli occhi, trasmettete con lo sguardo, alla persona di fronte a voi, quanto sia importante e cantate insieme tre volte Om.

2)Alzatevi in piedi e posizionatevi a 1,5 mt di distanza, piedi paralleli alla larghezza esterna delle anche, afferratevi per i polsi e stirate il bacino indietro portando il busto parallelo al suolo. Mantenete le ginocchia piegate e  le ascelle lontane da terra. Focalizzatevi sull’essere al servizio dell’altro, allungandolo al suo massimo, per 5 respiri. Permettete al vostro cuore di essere morbido e di sciogliersi verso terra.

3)Ripetete con una mano sola, alternando destra e sinistra mentre l’altro braccio riposa sulle cosce. Mantenete 5 respiri per lato. Tirate indietro il fianco del braccio disteso.

4)Cane a faccia in giù: una persona prende la posizione, l’altra si posiziona davanti con i piedi ben piantati a terra e le mani sui fianchi dell’altro, aiutandolo ad espanderli  indietro il più possibile. Per chi assiste, mantieni la focalizzazione sull’espandere l’amore dal cuore ai chakra presenti nei palmi delle mani.Per chi è assistito, sviluppa l’arrendevolezza nel seguire la direzione indicata dal tuo compagno.

5)Virabhadrasana II: posizionatevi entrambi al centro del tappetino in tadasana, con l’esterno di un piede a contatto, aprite l’altro piede orizzontalmente di circa 1,5 mt e ruotatelo in fuori di 90°. Afferratevi l’un l’altro con la mano corrispondente al piede a contatto, e poi sedetevi nella posizione formando un angolo di 90° con la gamba davanti, o finchè le vostre braccia non saranno tese all’altezza delle spalle. Il vostro compagno o compagna sarà un sostegno ma anche un limite con cui dovrete fare i conti, focalizzatevi sul vostro desiderio di rimanere a contatto con lui/lei nonostante la volontà di andare in due direzioni opposte. Mantenete alta ed attiva la coscia interna della gamba posteriore ed il cuore sollevato ed aperto.

6)Seduti a terra, gambe in baddha konasana (piante dei piedi a contatto), schiena contro schiena. Afferratevi sotto braccio e alternativamente uno si inchina in avanti verso i piedi espirando e l’altro si estende  in arco inspirando, poi cambiate. Mantenete il bacino ancorato a terra ed entrambi distendete la colonna. Focalizzatevi sull’energia che si sprigiona nella sushumna nadi al centro della colonna vertebrale. Spingete bene l’esterno dei piedi a terra, e create una forte spirale interna.

7)Seduti in upavistha konasana (gambe divaricate ad un min. di 90°) una persona mantiene i piedi all’interno della caviglia dell’altra. La persona che esegue la posizione applica un’ Energia Muscolare intensa stringendo le tibie contro i piedi dell’altra, e scende in avanti, tra le gambe, dal cuore. Più riuscite a mantenere vigilanza sul contatto con i piedi del vostro/a assistente, più espanderete la posizione e la sensazione di apertura nelle anche. Per chi assiste: rendete sensibile la vostra pelle così da percepire le minime variazioni all’Energia Muscolare applicata dall’altro. Focalizzatevi  entrambi su come i limiti posti dalla presenza dell’altro vi aiutino ad espandere la consapevolezza del vostro corpo. Mantenete un respiro regolare e fluido.

8)Sdraiatevi per shavasana, uno ai piedi dell’altro, mantenete la pianta dei piedi a contatto per qualche istante, percepite il prana che fluisce dai vostri piedi verso l’altro, in un flusso continuo di donare e ricevere Amore. Poi, lentamente, rilassate i vostri piedi verso l’esterno con il pieno rispetto dei vostri tempi. Riposate profondamente nella soddisfazione di questo scambio per almeno 5/10 minuti. Quando lo desiderate, iniziate a stirarvi con le braccia oltre la testa e, piegando le ginocchia, abbracciatele per un istante, dondolandovi sulla schiena per un massaggio gentile della colonna vertebrale. Con calma e mantenendo lo sguardo verso terra riportatevi nella posizione di partenza, seduti a gambe incrociate.

9)Seduti in sukhasana, aprite dolcemente gli occhi e portate le mani in anjali mudra di fronte al cuore e ringraziatevi profondamente per l’esperienza che vi siete donati vicendevolmente, con un bel Namaste.

E adesso vi meritate almeno un bacio perugina!

Buon San Valentino

Namaste

Laura