City yoga: pensieri e contemplazioni di una yogini di città

27 febbraio, 2014 |  by  |  Amore, Centro Yoga, comunità, Coscienza, cuore, yoga  |  No Comments

Sono forte.

Una vera yogini diventa inamovibile nelle difficoltà, non si lascia prendere dalle emozioni e le osserva con distacco.

Ok, forse non sono una roccia…

Mi commuovo durante i film romantici, piango per le sofferenze dei miei studenti e soffro fisicamente se vedo un animale vessato ( mi è impossibile andare al circo).

Eppure il luogo comune dell’equazione   Yoga:inamovibilità= Laura:distacco non mi appartiene, proprio non riesco a starci dentro a questi panni.

Permettersi di provare dolore, lasciare che il grumo di emozioni impresse si dissolva è prova di forza.

Forza morale che ci rende soffice il Cuore.

Già, perchè di questo si tratta: di lasciare il Cuore aperto e di accogliere, anche il dolore come la gioia.

E il “Grumo”, in sanscrito “Granthi” si dissolve come neve al sole, per fare spazio a una nuova consapevolezza: Io Sono.

Senza attributi, senza etichette, permetto al mio SÈ di risplendere.

Siate deboli per rivelare la forza del SÈ,

Namaste

Laura

La Coscienza incarnata

8 dicembre, 2012 |  by  |  Amore, Coscienza, Spazio Vitale, yoga  |  No Comments

quando si parla di Coscienza sembra sempre che ci si riferisca a qualcosa al di fuori di noi.

Ci sono momenti in cui si rischia la dissociazione più profonda.

Se la Coscienza è altro da me, come la posso trovare o meglio ancora raggiungere?

Se invece penso a me stessa come incarnazione della Coscienza allora è tutto un altro discorso…

Io sono Coscienza (e anche un po’ leggenda, come diceva un film), quindi mi sono già trovata e raggiunta (con molta facilità). e non sono l’unica…

Tu che mi stai leggendo sei Coscienza. Pura, Luminosa, Incarnata in quel meraviglioso corpo che vive, mangia, dorme, pensa, sente ed ama.

Ed Io e Te siamo la stessa cosa.

Forte no?

Beh magari un giorno le nostre Coscienze incarnate si incontreranno dal vivo, fino ad allora ti auguro una piacevole camminata sul sentiero.

Namaste

Laura

il lavoro dell’insegnante di yoga

3 novembre, 2012 |  by  |  Amore, cuore, Senza categoria, yoga  |  No Comments

Bisogna pur dirlo…

Insegnare Yoga è una gran figata, questo è indubbio. Il problema (se così si può chiamare) è l’aura di cui ci si circonda a volte.

Tutti noi (me compresa) abbiamo bisogno di eroi, di Esseri che elevano i nostri pensieri e che ci fanno sentire di poter vivere in un mondo migliore.

E fin qui nulla da obiettare.

Il problema (cfr. 4 righe sopra) è che tutti noi insegnanti abbiamo delle comprensioni, delle espansioni di Coscienza, delle conoscenze profonde delle dinamiche corporee, mentali ed emozionali, ma questo non fa di noi degli esseri pienamente realizzati!

Siamo umani, coscienza incarnata e come tale fallibile.

Se insegnanti: quante volte vi è capitato di sentir dire “ah, insegni Yoga, allora sei sempre serena e tranquilla!!!” (anche se siete studenti, ahimè…) e in quel preciso istante vorresti afferrarla/o per il collo e tirare con tutte le tue forze, oppure la/o guardi come una poverina/o incapace di intendere e di volere a cui va spiegato tutto, ma proprio tutto sulla vita!

Se siete studenti: quante volte vi è capitato di pensare ” ah, quest’insegnante mi aiuterà a risolvere definitivamente i miei problemi!” e se questo non accade mollate la pratica Yoga e cambiate disciplina per trovare qualcuno che vi salvi da voi stessi?!

Pare sia un problema di ego in entrambi i casi.

Ma se l’ego viene distrutto solo dalla realizzazione ultima, allora come sopravviviamo tra l’adesso e il momento fatidico dell’illuminazione?

La risposta istintiva che sale dal cuore è: con tanta Compassione verso noi stessi e verso gli altri, cadendo e rialzandoci infinite volte, per camminare sul sentiero di luce che ci porta dritte/i alla meta: la Beatitudine del Sè.

Questo è il VERO LAVORO dell’insegnante di Yoga!

Pochi sono gli Avadhut, gli Esseri che nascono realizzati. Per tutti gli altri (ossia noi) la strada è dispiegata di fronte a noi con pietre miliari fatte di errori che si trasformano in conoscenza e ci avvicinano all’obiettivo.

Quindi bando alle aspettative, rimbocchiamoci le maniche e diamoci da fare  per crescere insieme, nella convinzione che la meta si può raggiungere e che raggiungerla in compagnia è molto meglio, perchè ci si sostiene gli uni con gli altri e ci si aiuta nei momenti di bisogno.

A questo punto posso solo augurarci,  con molto amore, un buonissimo viaggio verso il nostro magnifico Sè interiore.

Namastè

Laura

 

 

Yoga a coppie

Amare un altro essere è un grande atto di fiducia e sostanzialmente significa “Aprirsi alla Grazia”.

L’Apertura alla Grazia è il 1° Principio Universale Anusara, ed è il fondamento per sviluppare una ricettività maggiore alle esigenze dell’altro. In questo modo la pratica a coppie diviene un’esperienza di raffinamento della nostra sensibilità, una scoperta delle nostre potenzialità e l’opportunità per gioire insieme.

Non è necessario praticare con il proprio compagno o compagna di vita, potete praticare anche un amico o amica a cui volete bene…

Alcune indicazioni prima di iniziare: riscaldate il corpo con 3/5 saluti al sole, mantenete un respiro stabile e regolare, siate vigili alle esigenze del vostro corpo e sensibili a quelle dell’altro, e soprattutto: Divertitevi!

1)Provate ad iniziare seduti a gambe incrociate l’uno di fronte all’altro, guardatevi negli occhi, trasmettete con lo sguardo, alla persona di fronte a voi, quanto sia importante e cantate insieme tre volte Om.

2)Alzatevi in piedi e posizionatevi a 1,5 mt di distanza, piedi paralleli alla larghezza esterna delle anche, afferratevi per i polsi e stirate il bacino indietro portando il busto parallelo al suolo. Mantenete le ginocchia piegate e  le ascelle lontane da terra. Focalizzatevi sull’essere al servizio dell’altro, allungandolo al suo massimo, per 5 respiri. Permettete al vostro cuore di essere morbido e di sciogliersi verso terra.

3)Ripetete con una mano sola, alternando destra e sinistra mentre l’altro braccio riposa sulle cosce. Mantenete 5 respiri per lato. Tirate indietro il fianco del braccio disteso.

4)Cane a faccia in giù: una persona prende la posizione, l’altra si posiziona davanti con i piedi ben piantati a terra e le mani sui fianchi dell’altro, aiutandolo ad espanderli  indietro il più possibile. Per chi assiste, mantieni la focalizzazione sull’espandere l’amore dal cuore ai chakra presenti nei palmi delle mani.Per chi è assistito, sviluppa l’arrendevolezza nel seguire la direzione indicata dal tuo compagno.

5)Virabhadrasana II: posizionatevi entrambi al centro del tappetino in tadasana, con l’esterno di un piede a contatto, aprite l’altro piede orizzontalmente di circa 1,5 mt e ruotatelo in fuori di 90°. Afferratevi l’un l’altro con la mano corrispondente al piede a contatto, e poi sedetevi nella posizione formando un angolo di 90° con la gamba davanti, o finchè le vostre braccia non saranno tese all’altezza delle spalle. Il vostro compagno o compagna sarà un sostegno ma anche un limite con cui dovrete fare i conti, focalizzatevi sul vostro desiderio di rimanere a contatto con lui/lei nonostante la volontà di andare in due direzioni opposte. Mantenete alta ed attiva la coscia interna della gamba posteriore ed il cuore sollevato ed aperto.

6)Seduti a terra, gambe in baddha konasana (piante dei piedi a contatto), schiena contro schiena. Afferratevi sotto braccio e alternativamente uno si inchina in avanti verso i piedi espirando e l’altro si estende  in arco inspirando, poi cambiate. Mantenete il bacino ancorato a terra ed entrambi distendete la colonna. Focalizzatevi sull’energia che si sprigiona nella sushumna nadi al centro della colonna vertebrale. Spingete bene l’esterno dei piedi a terra, e create una forte spirale interna.

7)Seduti in upavistha konasana (gambe divaricate ad un min. di 90°) una persona mantiene i piedi all’interno della caviglia dell’altra. La persona che esegue la posizione applica un’ Energia Muscolare intensa stringendo le tibie contro i piedi dell’altra, e scende in avanti, tra le gambe, dal cuore. Più riuscite a mantenere vigilanza sul contatto con i piedi del vostro/a assistente, più espanderete la posizione e la sensazione di apertura nelle anche. Per chi assiste: rendete sensibile la vostra pelle così da percepire le minime variazioni all’Energia Muscolare applicata dall’altro. Focalizzatevi  entrambi su come i limiti posti dalla presenza dell’altro vi aiutino ad espandere la consapevolezza del vostro corpo. Mantenete un respiro regolare e fluido.

8)Sdraiatevi per shavasana, uno ai piedi dell’altro, mantenete la pianta dei piedi a contatto per qualche istante, percepite il prana che fluisce dai vostri piedi verso l’altro, in un flusso continuo di donare e ricevere Amore. Poi, lentamente, rilassate i vostri piedi verso l’esterno con il pieno rispetto dei vostri tempi. Riposate profondamente nella soddisfazione di questo scambio per almeno 5/10 minuti. Quando lo desiderate, iniziate a stirarvi con le braccia oltre la testa e, piegando le ginocchia, abbracciatele per un istante, dondolandovi sulla schiena per un massaggio gentile della colonna vertebrale. Con calma e mantenendo lo sguardo verso terra riportatevi nella posizione di partenza, seduti a gambe incrociate.

9)Seduti in sukhasana, aprite dolcemente gli occhi e portate le mani in anjali mudra di fronte al cuore e ringraziatevi profondamente per l’esperienza che vi siete donati vicendevolmente, con un bel Namaste.

E adesso vi meritate almeno un bacio perugina!

Buon San Valentino

Namaste

Laura