SPA Yoga

10 agosto, 2015 |  by  |  Senza categoria  |  No Comments

Le regole del Marketing (parola desueta che riesuma direttamente dalla polvere delle diciture in voga negli anni ’80) sono alla base del nostro vivere.

In modo inconsapevole ci appassioniamo a tendenze e mode che sono passeggere e che si espandono e si contraggono formando onde e pulsazioni proprio come la Spanda (la pulsazione energetica della Coscienza Universale)

E così, memore dei miei studi di Economia (molto brevi), ho pensato di creare un nuovo stile di Yoga, fiduciosa che la novità lo porti in auge per poi farne polpette dopo breve tempo così da non nutrire il mio ego a dismisura.

Lo SPA Yoga.

Sì avete letto bene.

Uno Yoga in cui sostanzialmente ci si rilassa.

Ovviamente si basa su dei Principi solidi: il primo ed unico è rilassarsi e fare in modo di non lavorare, di non sudare.

Saranno gli altri o i supporti a lavorare per noi.

In questo modo vi garantisco una vita lunga lunga lunga e tante energie per affrontare la vostra vita quotidiana.

A seguire ci saranno: descrizione delle classi accattivante, e sequenze memorabili.

Vi aspetto prossimamente su questi schermi telematici,

Namaste

Laura

Estate: che pratica pratico?

10 agosto, 2015 |  by  |  Senza categoria  |  No Comments

E’ arrivata l’afa.

Io ed il mio fido tappetino (di ahimè pura gomma per giunta “sticky”, ossia bello appiccicoso) ci guardiamo da lontano con il timore di entrare in un contatto più intimo (ossia mettere i piedi su questa superficie che provoca sudore al solo sguardo).

Intanto l’umore ristagna, la circolazione pure e i dolori cervicali  dovuti all’uso del computer e del cellulare sono in agguato.

Un puro istinto di sopravvivenza mi spinge a srotolarlo e a mettere i miei piedi su di lui. Forse così si sente usato e calpestato, ma quando l’ho comprato, abbiamo fatto un patto molto chiaro: io fatico e lavoro per incrementare la Shakti e tu mi sostieni con dedizione inamovibile (meno male che ti aiuta l’essere “sticky”!).

Così inizio a fluire con il respiro e muovo il corpo in sintonia con esso ed esce fuori questa pratica:

Cat-Cow: detto il gatto-mucca per la forma della schiena nelle due posizioni opposte, A quattro zampe, inala e sciogli il cuore verso terra attirandoti in avanti con il petto e la testa, nella seconda guarda all’interno di del tuo cuore ed espandi la sua parte posteriore  verso l’alto. Direi che per iniziare a tenere il tempo con il flusso del respiro ci vogliono almeno 3/4 respiri. Le fondamenta (mani, ginocchia e piedi) rimangono ben solide ed inamovibili!

Balasana: allungando il dorso dei piedi, e separando le ginocchia, inchinati profondamente alla tua essenza e dai un senso più elevato alla tua pratica: lo stai facendo per scoprire la Luce al tuo interno!

Adho Mukha Svanasana: dalle fondamenta stabili di prima (che non si sono mosse dalla loro posizione di partenza) sali con le ginocchia e porta la pelvi più indietro possibile, mantieni le ascelle sollevate da terra e porta la sommità delle cosce indietro, insomma crea spazio nella tua colonna e nella tua schiena, ma mantieni il cuore morbido e verso terra per onorare i tuoi sforzi.

Uttanasana: a piccoli passi consapevoli (ossia decidi tu dove mettere i piedi e di toccare la terra  che ti sostiene con rispetto ed amore) porta i piedi avanti in modo che siano diretti sotto i fianchi. Puoi tenere le ginocchia piegate o distese a seconda della lunghezza dei tuoi bicipiti femorali (il retro delle gambe), ma l’importante è che la cima del tuo sacro sia più bassa della sua base.

Con consapevolezza delle mie 4 (e dico ben 4!) curve della colonna mi ergo in Tadasana: la posizione della Montagna.

Respiro ed espando ed allungo il corpo così da renderlo morbido ed accogliente perché sia un contenitore stabile e forte per la Shakti Kundalini.

Parto, in buona compagnia del respiro, per Salutare il Sole: ossia Surya Namaskar.

1 basta  ed avanza con questo caldo!

(per il Surya Namaskar rimando a http://www.lauracasini.it/wordpress/2014/05/29/pratica-base-2/)

E’ arrivato il momento che aspettavo dall’inizio della pratica: mi sdraio sulla schiena e, come tutti gli studenti di yoga ho l’illusione di essere arrivata prestissimo a Shavasana (la posizione del “cadavere”, che mi sarebbe riuscita benissimo dopo 108 Saluti al Sole), invece no…

Il corpo mi richiede in ordine (iniziando sempre dal lato destro):

a) Apertura delle anche: La cruna dell’ago è perfetta per questo periodo basta che le anche siano stabili, anzi direi incollate, al pavimento, solo così lavorano i muscoli profondi delle pelvi.

E secondo lato

b) Stiramento delle gambe (lo so Leg Stretches fa più figo…): un sano Supta Padangusthasana partendo con un ginocchio al petto  e emani intrecciate dietro la coscia e l’altra gamba piegata con la pianta del piede a terra, riporto integri i femori a casa loro (ossia la loro articolazione dell’anca che si trova sul retro del corpo (leggi glutei)) abbracciando i muscoli alle ossa. Poi distendo le braccia (posizionando anche i femori interi a casa loro, ossia nei bicipiti femorali) e mantenendo le pelvi stabili distendo la gamba portando la pianta del piede a guardare con meraviglia il soffitto.

Ripeto dall’altro lato

c) Torsioni: mi piace tantissimo una variante di Jathara Parivartanasana con le gambe in Garudasana (“I believe i can flyyyyyyy….”), anche qui c’è un punto fermo: le braccia e le spalle attratte inesorabilmente dalla forza di gravità terrestre, mentre le gambe si abbracciano alla linea mediana corporea per dare sicurezza nella torsione. Se le vostre costole basse tendono ad uscire per una passeggiata, per favore con amore e gentilezza invitatele a rimanere dentro con voi.

Ripeto dal secondo lato

Sì, ci siamo.

E’ arrivato il momento: mi sdraio completamente a terra (soprattutto le scapole e le anche sono spalmate come nutella su una fetta di pane). Sono in Shavasana (per fortuna ci sono arrivata viva e vegeta!).

Ora devo trovare la forza di lasciare andare tutto: l’idea di chi sono (madre, moglie, insegnante yoga, donna, pincopalla qualsiasi etc.), l’attaccamento alla pratica ed ai suoi frutti (la parte più difficile).

Seguire il respiro mi porta ad essere consapevole delle fluttuazioni della mente (ossia i miei pensieri che mi portano in alto ed in basso, tipo montagne russe, quando li seguo), rilasso ogni muscolo con fiducia nel sostegno della Terra.

Lei mi accoglie senza giudizio. Ed anche io lo sospendo.

Forse è per questo che è sempre troppo breve Shavasana, perché è una culla in cui ritroviamo la nostra vera essenza.

Lentamente riporto la consapevolezza al mondo esterno che mi accoglie con rumori e spazio in cui muovere il mio corpo fisico.

Mi siedo (rigorosamente senza sollevare la testa e mettere in tensione gli addominali, ma aiutandomi con le mani e lasciando la testa rilassata) e onoro gli sforzi compiuti per essere qui in questo momento con la mente quieta, il Cuore espanso e il corpo rinnovato e rilassato.

Le mani vengono attratte di fronte al Cuore, unite per ricordare che siamo Uno.

La vibrazione dell’Om trova la sua strada attraverso le labbra morbide in un accenno di sorriso interiore.

Mi inchino al mio Sè, mi inchino ai miei Maestri e mi alzo con la speranza di portare nella mia giornata questa profonda quiete.

Namaste,

Laura

 

L’Essenza vitale del Prana

11 giugno, 2015 |  by  |  Senza categoria  |  No Comments

Osservo i circoli di fumo di una sigaretta (decisamente la persona in questione non dovrebbe fumare…), ma dotata della supervisione tantrica (quella che ti fa guardare alle cose con occhi sottili che percepiscono cose e verità al di là di ogni immaginazione) vedo nel fumo una forma della Coscienza.

E così l’onda pensiero che sorge è:

Circoli di fumo si intrecciano, e si formano spirali che si chiudono e si espandono. Come l’intervento del soffio vitale (Prana) rende le spirali di fumo puro movimento intrecciato, così il Prana nelle nostre vite crea situazioni di espansione e di contrazione, che ci spingono  verso gli altri esseri umani o ci allontanano da loro.

E noi giochiamo, a volte consapevoli delle regole del Gioco, a volte ne veniamo semplicemente trascinati, ma fino all’ultimo respiro continuiamo a giocare….

Namaste,

Laura

 

è di nuovo ed ancora Natale… cotechino e yoga

17 dicembre, 2014 |  by  |  Centro Yoga, Natale, sequenze yoga  |  No Comments

Natale arriva… e se fosse l’anno buono per fare una svolta paradigmatica e viverlo pienamente senza subirlo?

Addio a cene senza fine, incontri familiari pesanti e benvenuti invece cene vegetariane e incontri con persone con cui il nostro cuore si eleva!

In questo modo il Natale diventa un modo per celebrare ed espandere la luce del nostro cuore, senza perdere di vista i nostri veri valori.

Quindi se avete un cotechino di troppo sulla Coscienza e sui fianchi rimboccatevi le maniche e datevi da fare con la pratica yoga.

Ecco qui qualche suggerimento:

1) Prendete il sillabus Anusara e fate tutte le posizioni in piedi. Veramente. beh, forse solo il livello 1. Può bastare.

2) Meditate sulla fine del maiale, sul suo sacrificio e sul suo destino dentro il vostro corpo. Non vorrete più vedere un cotechino, né un insaccato fino alla prossima vita

al resto ci pensa la Shakti!

Buon Natale e salvate un maiale spargendo la voce!